Kaurismaki, lo scultore
Di Kaurismaki ti rimangono addosso le facce e i colori. Le rughe, le espressioni e i gesti sobri dei personaggi; come sono sobri, senza perdere in potenza evocativa, gli accostamenti cromatici delle inquadrature.
E’ tutto qui, ed è una meraviglia. La poetica degli ultimi, la rivincita degli sconfitti dalla vita è paradossalmente sempre ricca, senza cedere a facili buonismi, senza lasciarsi andare a struggimenti e commozioni.
Una rarefazione di gesti e di parole che diventa favola imperitura. Miracolo a Le Havre è opera di uno dei pochi scultori d’immagini rimasti nel panorama cinematografico.